Ultimo aggiornamento Martedì 06 Maggio 2014 17:14
Stando in procinto di effettuare l'iscrizione all'albo(dopo superamento di esame di stato).
Attualmente lavoro a tempo pieno come analista chimico presso un impianto di depurazione acque reflue svolgendo esclusivamente analisi e consulenze ad uso interno.
Volevo sapere se dopo iscrizione all\'albo mi era possibile effettuare attività di libero professionista in maniera del tutto occasionale(o addirittura semi-gratuita in qualche caso)fornendo consulenze a privati(società o persone fisiche)e eventualmente delegando a laboratori terzi eventuali certificati di analisi necessarie per tali consulenze,senza necessità di aprire p.iva.
Mi chiedevo se insomma è possibile da iscritti all\'albo fare la libera professione in maniera puramente occasionale e rarefatta e con scopi di lucro minimali,semplicemente facendo consulenze da un piccolo studio casalingo e con ausilio eventuale di laboratori terzi,senza necessità di p.iva e/o oneri fiscali fissi indipendenti dagli incassi,ma semplicemente pagando le imposte su quel poco che magari si guadagna con una manciata di consulenze l'anno(quindi meno di poche centinaia di euro probabilmente), oppure è strettamente necessario e quindi del tutto sconveniente per una attività di questo tipo?
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Egr. Dott. Pieri,
in riferimento al suo quesito, sentito anche il parere del Consiglio Le confermo che
per quanto attiene l'ordinamento nazionale e la normativa relativamente all'esercizio della libera professione di Chimico, l'iscritto all'Albo non ha alcuna preclusione allo svolgimento della stessa, né parziale né minimale. Ovviamente risulta opportuno che tale attività, se il richiedente è dipendente, venga effettuata con il consenso del datore di lavoro attuale, possibilmente per iscritto.
Per quanto concerne l'attività libero-professionale proposta, questa nei termini e dalle indicazioni ricevute si può configurare come prestazione occasionale, che come tale consente di non aprire una partita IVA, molto onerosa se confrontata con la progettata saltuarietà e scarsa significatività delle prestazioni previste.
La prestazione occasionale comunque comporta alcuni obblighi:
- Al massimo 5000 € di reddito netto totale (6250 € lordi) nel corso di un anno solare, come limite complessivo con riferimento alla totalità delle prestazioni
e dei committenti.
- Durata massima di 30 giorni lavorativi (anche scaglionati) nel corso dell'anno solare con lo stesso committente.
Nel caso in cui uno o più dei limiti citati vengano superati, dovrà essere applicata la disciplina relativa al lavoro a progetto oppure al lavoro autonomo per più prestazioni abituali.
Per quanto si riferisce infine ad altre adempienze, come la ricevuta da rilasciare, l'applicazione o meno della ritenuta di acconto, la disciplina fiscale e quella previdenziale, si ritiene opportuno che il richiedente si rivolga ad un commercialista esperto del settore.
Cordiali saluti
Fabrizio Martinelli